I valori di libertà, democrazia e Costituzione vengono insegnati a scuola da docenti precari. A scuola, dove nasce l'uso critico della ragione e dove servono investimenti seri e mirati; dove germina il seme del buon cittadino, che va coltivato sin dalla prima infanzia, con la cura e con l'esempio. Insegnare a resistere non vuol dire solo insegnare la storia, ma dare una visione del futuro. Oggi, però, il futuro è ridotto a brandelli da un passato recente grasso e corrotto.
La Resistenza fu giovane e incosciente. Fu guerra nella guerra ed oggi continua per continuare a cambiare il mondo. Settant'anni fa noi siamo usciti dalla guerra, ma tante ce ne sono ancora intorno a noi. La Resistenza ci invita a guardare oltre. Come dimenticare chi è oppresso per il suo desiderio di libertà e per questo in cerca di aiuto. Come poter continuare a vivere una vita normale, sapendo che a due passi dalle nostre coste, belle e soleggiate, migliaia di bambini, donne e uomini annegano senza pietà.
Ciascuno con le proprie responsabilità deve continuare a lottare per la libertà. L'antifascismo non ha età e non appartiene a pochi puri. Non illudiamoci di avere sconfitto il fascismo una volta per tutte, perché è sempre pronto a colpire con l'arma dell'intolleranza, del sopruso, dell'oppressione.
Ancora troppe diseguaglianze, precariato, disoccupazione, sfruttamento, corruzione limitano il sogno di una democrazia totale. Il nostro è un Paese dalla memoria corta. Speriamo di ricordare anche domani chi erano i partigiani.
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