Finalmente qualcuno che si dimette in nome della dignità. Qualità rara in questo paese di politici incalliti. Onore a Nunzia De Girolamo per il suo atto di coscienza, dettato dall'isolamento in cui si è trovata all'interno del governo. Letta non si è mai pronunciato sulla vicenda, per cui non restava che dimettersi.
In realtà, diciamolo, il ruolo di ministro non era proprio confacente al suo stile, nè pienamente rispondente alle sue competenze, per non parlare del consenso popolare non proprio a livelli eccelsi. Come tutte le cose non meritate e non conquistate sul campo, l'incarico di ministro è rapidamente sfumato. Incredibile come la sua ascesa politica sia stata veloce. Di santi in paradiso ne ha avuti a destra e a sinistra, per cui non ci si poteva aspettare altro. Dopo il flop da candidata al consiglio comunale della sua città, il salto di qualità è arrivato in fretta. Berlusconi le ha riservato uno scranno in Parlamento, poi suo marito, Francesco Boccia del Pd, ha intercesso per la sua nomina a ministro.
Di questo incarico ministeriale ricorderemo le gaffes e qualche parolaccia, nulla di più. Unico merito quello di aver sgombrato il campo in tempi brevi, a differenza di altri suoi colleghi dalla faccia di bronzo. In fin dei conti, quanti ministri, onorevoli, senatori e sottosegretari sono all'altezza del ruolo che occupano?

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