sabato 5 settembre 2015

Il miracolo della conversione

Migranti, profughi, rifugiati. Chiamateli come volete. Cadaveri, morti, salme. Che differenza c'è? Ogni giorno bussano in migliaia alle porte dell'Europa, provando a scalfire la corazza dell'indifferenza. Sono tanti, forse troppi, nessuno riesce più a contarli, ma i numeri non dicono nulla, non emozionano, forse scandalizzano e subito si dimenticano. Le facce, invece, le identità, segnano un solco nella coscienza, nascondendo quell'umanità che i numeri non lasciano trapelare. Un corpicino adagiato sulla battigia ha fatto piangere il mondo e convertire i Paesi più duri d'Europa, fino a concedere l'asilo senza limite. Improvvisamente i popoli d'Europa si stanno radunando nelle piazze per spingere i governi all'accoglienza. Ammirevole anche la generosità del premier finlandese di aprire la propria casa ai migranti. Un miracolo tutto ciò, se si pensa alla chiusura mostrata per anni, nonostante l'SOS lanciato dalle coste italiane. L'Europa cristiana si sta risvegliando e prova a rimpossesarsi dei suoi valori fondanti. Chissà quanti altri corpicini giacciono in mare. Nessuno, però, li ha mai visti per poterne provare compassione.
Di fronte a questo dramma di difficile risoluzione, l'Europa civile può solo impietosirsi, pregare e accogliere i disperati. La parte maggiore, però, resta nelle mani dei Paesi arabi, ancora incapaci di imparare dalla morte dei bambini.



(Immagine: Mahnaz Yazdani)






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